Hellas, che brutto risveglio!

Il risveglio è peggio del dopo partita. L’evoluzione dell’umore non è cambiato e la realtà dei fatti è durissima da accettare. Il Verona, questo Verona, sprofonda sempre piu’ giù ma quel che fa maggiormente male è la reazione che non c’è. Quanto scrissi la settimana scorsa lo ribadisco ora: i pochi lampi di genio (i gol di Toni), non provengono da un gioco corale ma da estemporanee illuminazioni dei singoli. Troppo poco: la squadra è morta, ferma, colpita da accidia. Gli undici in campo non corrono quanto dovrebbero e i gol incassati continuano a fioccare. Cambiare allenatore? Non vedo a cosa potrebbe servire. Gli unici responsabili sono i calciatori, che non entrano in campo con voglia, convinzione e determinazione. Ed ora, alla vigilia del ciclo di ferro con Roma, Cagliari, Milan, Napoli e Lazio, il momento diventa delicatissimo. Entro fine marzo avremo un’idea un po’ più chiara di cosa possiamo aspettarci dall’Hellas. Senza tuffarci ora in troppe dietrologie su staff e società, ci auguriamo unicamente il completo recupero di Sala ed Obbadi. Due giocatori che possono fare la differenza e garantire quel salto di qualità indispensabile per salvarsi. A patto, però, che tutti gli altri si facciano un profondo esame di coscienza e capiscano che per fare punti bisogna necessariamente gettare ogni domenica il cuore oltre l’ostacolo. È imprescindibile.

M.C.

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