I tre fotogrammi del mercoledì sera gialloblù

Con Sassuolo finisce anche la speranza. La matematica non condanna nemmeno il derelitto Benevento, ma la fisica, la geometria e la storia dicono che ormai i sanniti e l’Hellas sono in Serie B. Peccato terminare praticamente il torneo senza aver lottato, senza aver sputato sangue, dimostrando i tantissimi limiti tecnici di una squadra che raramente sono stati sostituiti da impegno, grinta e voglia di vincere a tutti i costi. Difficile trovare un solo colpevole in una stagione così, probabilmente perchè uno solo non c’è.

Nei tre fotogrammi infrasettimanali vogliamo dare spazio all’attacco del Verona. Il modulo “senza nueve” non paga e indubbiamente non avrebbe pagato in nessuna società o categoria calcistica. Una penna può anche essere bella, colorata e luccicante, ma se non ha la punta non può scrivere. Errore della società nel credere che Kean potesse bastare in Serie A. Errore di Pecchia che non ha fatto nulla per sostituire la sua assenza, se non cambiare ruolo a tutti nel suo caos disorganizzato. Il Sassuolo arrivato al Bentengodi con il 3-5-2 aveva in attacco due nanerottoli terribili, non due prime punte vere ma due esterni che hanno creato molte occasioni. Lezione tattica imbarazzante per Pecchia e company.

Secondo fotogramma è tutto di Nicolas. Troppo sollecitato ad ogni match, era ovvio che prima o poi avrebbe commesso un errore. Se ad ogni gara gli avversari arrivano al tiro o al cross una ventina di volte, il portiere può anche sbagliare. Identico errore di Navas in Real Madrid-Juve, solo che poi il Real ha dei campioni che hanno sistemato le cose, mentre il Verona non ha più nemmeno tirato in porta.

Ultimo fotogramma è quello della speranza. Si chiama Andrea Danzi, classe 1999, capitano coraggioso della Primavera gialloblù. Un debutto con i fiocchi, una prestazione buona in un ruolo delicato e spesso molto criticato dai tifosi: non ha fatto rimpiangere Büchel, i Fossati, Bruno Zuculini. Ma se nella partita più importante della stagione, il Verona deve dare le chiavi della mediana a un 19enne e rimpiange l’assenza del suo attaccante 18enne, sicuramente c’è più di qualcosa che non va.

Damiano Conati

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