Il dopo Toni è un enigma: chi il suo erede?

C’era una volta Mario Frick, attaccante che il Verona pescò dalla serie C indovinando il jolly e vincendo la scommessa. Correva l’anno 2002 e Pastorello, vista la prolificità di quel ragazzotto teutonico che nell’Arezzo mise a segno 16 gol in 23 presenze, decise di tesserarlo e di dargli una possibilità nella massima categoria. Le cose gli andarono bene: al primo anno di serie A Mario bucò le reti avversarie per 7 volte mettendosi in evidenza tra gli attaccanti in attività di quel periodo. Oggi invece l’Hellas si gode Luca Toni, indiscutibile fuoriclasse e punta di diamante dell’organico gialloblù. Purtroppo sulla testa del centravanti scaligero pende la spada di Damocle delle trentasette primavere e da un momento all’altro il Verona può perderlo. E proprio nell’eventualità che il terminale emiliano decida di smettere, la domanda è scontata: chi dopo di lui? Abbiamo in casa il sostituto? Naufragate miseramente le opzioni Cacia, Rabusic e Nene’, ci si chiede chi possa riceverne l’eredità senza eccessivi sconquassi negli equilibri dell’economia del gioco gialloblù. Potrà bastare Cappelluzzo o il ritorno sulle rive dell’Adige di Torregrossa? L’impressione è che il Club di via Belgio dovrà mettere seriamente mano al portafoglio ed investire un bel po’ di soldini per garantirsi un altro profilo di spessore. Oppure servirà tutta l’abilità di Sean per indovinare, come fece Gibì Pastorello tredici anni fa, un’altra scommessa alla Mario Frick. Importante è però porsi il problema immediatamente, senza aspettare di essere investiti dagli eventi. La spensieratezza di Toni è contagiosa e maledettamente piacevole per il presente ma non è eterna. La riflessione per il domani non può più attendere.

M.C.

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