Il week-end gialloblù in tre fotogrammi

Guardando il calendario in spiaggia sotto l’ombrellone, tutti dicevano: con Napoli, Roma, Fiorentina e Lazio sarà dura, a Crotone sarà trasferta impegnativa da dove confidiamo di portare a casa un punticino, in casa con la Samp proviamo a giocarcela.

Le prime sei giornate di campionato hanno rispettato esageratamente le attese estive e il Verona si ritrova con i suoi 2 punti. 

Però la cosa più negativa è il “come” sono arrivati questi 2 punti. 

Andiamo ad analizzare la situazione con i nostri tre consueti fotogrammi settimanali.

Il primo lo dedichiamo a Fabio Pecchia. Sabato la Roma sullo 0-0 ha impostato un’azione di attacco portando sette giocatori in area di rigore. Sette! Ieri in qualche azione nel primo tempo il Verona aveva un uomo in fascia e Pazzini in area. Stop. Non è nostra intenzione paragonare Verona e Roma. Non potremmo mai. Ma una squadra che gioca in casa contro una Lazio con le terze linee in campo deve aver voglia di fare gol, deve impegnarsi, deve sopperire i limiti tecnici con la grinta e la voglia. Dispiace ripeterlo e la speranza è che Fusco apra gli occhi, ma questo allenatore non si sta dimostrando adatto a questo gruppo. È necessario un tecnico che dia almeno carattere alla squadra.

Il secondo fotogramma è dedicato appunto alla squadra gialloblù. Una banda di giovanotti che faticano terribilmente in una categoria più grande di loro. Una squadra che mercoledì disputa una buona gara, ma che quattro giorni dopo non è riuscita a smaltire le scorie mentali ed arrivare pronta alla gara casalinga con la Lazio. Pazzini ha dichiarato che la squadra probabilmente era stanca, ma parlava di stanchezza mentale. La serie A è tutto un discorso di testa, soprattutto tra le piccole. Se sei scarico mentalmente, non puoi reggere l’urto. I giovani del Verona non sono abituati a questi livelli e da mercoledì a domenica non hanno recuperato. O vengono dati loro nuovi stimoli (vedi Bearzotti spostato di ruolo) o rischi che facciano figuracce, come hanno fatto Zaccagni e Valoti domenica. 

Ultimo fotogramma dedicato a Lee. Il primo sudcoreano della storia gialloblù ha dimostrato buoni numeri, ha mostrato le sue indubbie qualità tecniche, ma anche il suo eccessivo uso di virtuosismi. In campo ha parlato, dato direttive, urlato ai compagni dove disporsi e sugli spalti una decina di suo connazionali lo hanno sostenuto. Il Verona ha bisogno della sua qualità anche perché finora ha segnato solo un gol in sei partite. E su rigore. Terribilmente troppo poco.

Damiano Conati

CONDIVIDI
Federico Messini
Federico Messini nasce a Villafranca di Verona il 15/05/1990. Studente in lettere moderne presso l'Università degli studi di Trento. Scrittore e cantautore ha all'attivo due pubblicazioni : "Il gioco degli spiccioli" uscito nel 2013 e "Il doppiatore" uscito nel 2016.

LASCIA UN COMMENTO

*