Inaspettati passi indietro

di Stefano Pozza

È un Verona stanco, poco motivato e senza idee quello sceso in campo ieri sera all’Olimpico. Una brutta batosta in compartecipazione (ma non è una scusante) con il mediocre arbitraggio. Clamoroso e inaspettato passo indietro, con un Verona di mandorliniana memoria, preoccupato più a difendersi (e sappiamo di non esserne capaci) che a rendersi pericoloso. Per certi versi anche un match sfortunato: potevamo andare in vantaggio con Pazzini nel primo tempo ma il gol di Matri ci ha tagliato le gambe. Non fosse bastato, nella ripresa i biancocelesti sono rientrati sul rettangolo verde con maggior piglio e nel giro di qualche minuto ci hanno rifilato un passivo da “arrivederci e grazie”: 3 a 0. Purtroppo, nemmeno la punizione dai venti metri di Greco e la zampata dell’evergreen Toni hanno riacceso le speranze con i gialloblu’ perennemente in balia degli avversari. Sia chiaro, in quel preciso momento tutto poteva ancora accadere, ma la quarta e la quinta sberla (con Keita prima, e con un generosissimo rigore trasformato da Candreva poi) ci hanno definitivamente giustiziati. Finisce 5 a 2 per la Lazio. Difesa imbarazzante e poche idee la’ davanti. Ora la rincorsa è di nuovo quasi impossibile e quel che è peggio è che la sconfitta dell’Olimpico si mescola in un misto di delusione, rabbia e rassegnazione. Perfino l’incombere del derby si palesa come una gara insulsa, recepita dall’esterno soltanto come stimolo per l’orgoglio e per ricompensare l’affetto incondizionato dei tifosi. Non certo per la classifica. In una stagione da dimenticare e che ci sta consumando lentamente, vincere la stracittadina con il Chievo rappresenta l’ultima richiesta possibile ad un Hellas Verona ormai alla deriva.

Stefano Pozza
Dopo il diploma di maturità classica, mi sono laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Padova. Dal marzo 2012 sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Nella vita di tutti i giorni lavoro come Buyer, e coltivo due grandi passioni: la politica e il giornalismo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*