Jankovic: “Stiamo uniti. Chievo favorito”

Bosko Jankovic, attaccante dell’Hellas Verona, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radio Bellla&Monella, radio ufficiale Hellas Verona. Ecco le sue principali dichiarazioni:
Bosko, tu hai vissuto molti derby nella tua carriera. Com’è, rispetto a questi, Chievo-Hellas Verona?
Tutti i derby sono partite belle da giocare. Io ho giocato Stella-Rossa-Partizan Belgrado, Sampdoria-Genoa e Verona-Chievo. La caratteristica delle stracittadine è quella di essere tutte partite a sé. Il più sentito da me è quello della Stella Rossa, perché io lì ci sono cresciuto, ma anche quello di Verona non è un derby da sottovalutare. E’ una stracittadina cambiata tanto negli ultimi anni, lo abbiamo percepito anche noi calciatori.
Come vi state preparando a questa sfida?
Noi cerchiamo di essere tranquilli e sereni durante l’allenamento perché stiamo vivendo un momento non positivo, con tanti infortunati. Ma noi che siamo rimasti cerchiamo di dare tutto per fare una bella partita.
Anche tu lo scorso anno hai avuto un brutto infortunio…
Sì, gli infortuni fanno parte della vita del calciatore, tutti ne hanno avuti, chi più chi meno. L’importante è essere sempre positivi, tenere la testa alta e pensare positivo così come in ogni aspetto della vita. Poi recuperare 2-3 mesi saltati non è facile, ma sono molto contento di come sono andate le cose dopo il mio ultimo infortunio.
Come li vedi gli infortunati in casa Verona?
Per chi è infortunato non è facile guardare da fuori chi invece sta bene, ma dobbiamo stare tutti insieme e loro devono pensare positivo per tornare più in fretta possibile.
Dopo due anni al Verona, che rapporto hai costruito con la piazza?
Sono molto contento del rapporto coi tifosi. Come ho detto tante volte, questa piazza ha qualcosa di speciale. E’ bello vederli cantare per 90 minuti, anche dopo le sconfitte ci sostengono e cantano per noi, come è successo nella gara con la Lazio. L’importante è stare tutti uniti quando le cose non vanno bene, è troppo facile tifare solo quando si vince e senza di loro faremmo molta fatica, anche se poi in campo scendiamo noi. Devo ringraziarli perché, secondo me, sono tifosi unici non solo in Italia ma anche in Europa.
Hai segnato per primo in allenamento, in amichevole e in campionato…
Non è una cosa che mi interessa più di tanto, segnare è bello ma nella vita bisogna guardare avanti e non indietro. Ora c’è il Chievo, una squadra tosta e difficile da affrontare. Bisogna solo pensare alla squadra.
Dopo il Chievo, la sosta nel momento più propizio?
La sosta arriverà nel momento migliore perché abbiamo tanti infortunati, cerchiamo di recuperare tutti perché dopo arriva l’Udinese che è forte, e dovremo essere pronti. Ma di questo parleremo dopo il derby, ci sono ancora tre giorni cruciali davanti.
Classifica molto strana quella di questo momento, in Serie A…
Parlando con qualche amico, dicevamo che questo campionato sarà molto difficile. Le grandi squadre si sono rafforzate, ma anche loro non vincono sempre. Juve, Roma, Napoli, nessuno ha vita facile E’ un campionato aperto, tutte vogliono dimostrare il proprio valore: sarà molto difficile.
Toni ha dichiarato di aver visto compagni di squadra arrabbiati, vogliosi di chiudere il momento negativo…
Qualsiasi giocatore scenderà in campo sabato dovrà dare tutto quello che ha. Si può giocare bene o male, ma la voglia deve esserci. Mi dispiace molto per la sconfitta contro la Lazio, avevo sensazioni positive in ogni momento della sfida. Era una partita da non perdere. Nel calcio può succedere di tutto, ma non abbiamo meritato questa sconfitta.
Anche secondo te partono favoriti gli altri?
Anche secondo me il Chievo è favorito, a noi mancano 6-7 giocatori importanti e loro hanno 8 punti più di noi, bisogna essere onesti. Però sabato si gioca e vedremo come andrà a finire.
Ti senti responsabilizzato in modo particolare, visti gli infortuni?
Ognuno deve sentirsi responsabilizzato. Senza le responsabilità nella vita non si va avanti. Io non mi faccio problemi a prendermi le mie, mi sembra giusto così. Arriva una gara in cui tutti dovranno prendersi le proprie per portare a casa la vittoria.
Difendevi così, a tutto campo, anche prima di arrivare al Verona?
La mia fase difensiva l’ha formata soprattutto Mandorlini. Nel calcio di oggi quasi tutti i calciatori devono sia attaccare che difendere per 90 minuti. Il mister chiede tanto a noi esterni, per dare una mano alla difesa. Non è facile coprire tutti gli spazi del campo, ma chi ha gamba deve fare così. Sono passati da Verona molti giocatori che non giocavano come voleva Mandorlini, e ora non sono più con noi: facendo ciò che chiede il mister è più facile trovare spazio.
Dove può migliorare questo Verona?
Questa è una domanda da fare al mister, ma secondo me possiamo fare di più in tutti i reparti e in tutte le fasi, bisogna sempre migliorare. Ora dobbiamo essere uniti, compatti e tirare fuori quel qualcosa in più per la partita di sabato, speciale per noi.
Come lo vedi, Mandorlini?
Il mister è lo stesso di sempre, si è preso tante responsabilità in questo momento, ma in realtà siamo noi a scendere in campo. Dobbiamo essere bravi anche per lui, non è facile vedere la propria squadra con così tanti infortunati. Dobbiamo aiutare Mandorlini per questa partita che sentiamo di più rispetto alle altre.
I tuoi interessi lontano dal rettangolo di gioco?
Sono una persona molto tranquilla e semplice, chi mi conosce lo sa. Ho bisogno di poco per essere felice. La mia passione è la musica, la amo molto e ne ascolto tanti tipi, ogni minuto libero lo passo con le cuffie. Non suono, ma ne ascolto molta (ride, ndr).
#askBosko

Il tuo gol più bello con la maglia del Verona?

Quello di quest’anno contro la Roma, una bella partita, un bel clima.

Dato il momento ti adatteresti a fare anche la prima punta?

Se ci fosse l’emergenza, farei anche la prima punta. L’unico ruolo che non fare è quello del portiere, perché si usano le mani (ride, ndr)

Come la vedi un’amichevole tra il Verona e la Stella Rossa?

Sarebbe perfetta. Sono due tifoserie splendide, con pochi eguali al mondo. E non lo dico solo perché gioco qui, ma questi sono tifosi veri, una cosa rara al giorno d’oggi. Ho ancora molti amici alla Stella Rossa, che è prima in classifica ma ha tanti debiti e non sta benissimo dal punto di vista societario. Eppure i tifosi sono sempre di più, non si fermano mai. Ci sono decine di migliaia di persone ad ogni partita e quella non è la Serie A.

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