Lo “screening” dei nuovi innesti

Se alle prime due di campionato era soltanto uno il nuovo acquisto in campo dal primo minuto, cioè il terzino Souprayen, in questa terza uscita, il mister ha lanciato nella mischia fin da subito tre nuovi innesti, che hanno dimostrato il loro valore e sui quali il Verona può sicuramente contare per il futuro. Partiamo da Siligardi, che è l’unico non acquistato direttamente da Bigon, ma che è arrivato a parametro zero in un affare chiuso nell’inverno scorso. L’attaccante mancino ha dimostrato corsa, doti tecniche e capacità al sacrificio. Si vede che non è ancora abituato alla fase difensiva che gli chiede Mandorlini ed infatti in attacco è mancato spesso di lucidità, ma non c’è dubbio: le qualità le ha e usciranno alla distanza.

Souprayen è invece il terzino sinistro che non ti aspetti. Ottimo in fase difensiva contro un cliente molto scomodo come Bruno Peres, facilità di corsa e buoni spunti in avanti. Giù il cappello davanti al trio dello scouting, Micheli-Mantovani-Zunino: scovare un prospetto così in Serie B francese e acquistarlo addirittura a zero, è stata davvero una mossa da campioni.

Federico Viviani, infine, non si è scoperto certo ieri. Era un nome seguito da molte squadre e i 4 milioni spesi per acquistarlo non sono pochi. Però contro i granata ha dimostrato parte del suo valore: sui calci piazzati è stato pressoché perfetto (chiedere a Gomez per conferma), in fase di impostazione è stato spesso illiluminante e anche come scudo davanti alla difesa non si è tirato indietro. C’è ancora qualcosa da aggiustare, ma per uno che ha saltato tutta la preparazione e che è al 70% della forma, non si può chiedere di più. Ancora una volta complimenti a Bigon per aver strappato al Palermo un giocatore che può davvero rappresentare il futuro dell’Hellas.
In panchina scalpitano anche Pazzini, Romulo, Helander e Wszolek: arriverà anche il loro momento, in cui potranno dimostrare di meritare la maglia gialloblù.

Damiano Conati

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