Lopez: “Preferisco giocare a due punte”

Le dichiarazioni dell’attaccante gialloblù, Nico Lopez, rilasciate durante la trasmissione “Vighini Show”, in onda su Telenuovo e condotta dal giornalista Gianluca Vighini.

LA MIA ESPERIENZA IN ITALIA
“Il primo anno in Italia è stato il più difficile, ero molto giovane, avevo solo 18 anni. Ho fatto molta esperienza. A Roma ho giocato sei mesi con la Primavera segnando 15 gol, poi Zeman mi ha portato in prima squadra. Li ho giocato poco, solo 7-8 presenze, facendo bene. Ho esordito contro il Catania entrando al posto di Totti e ho anche segnato. Poi non ho trovato più spazio. Giocare con Totti? Lo utilizzavo quando da ragazzo in Uruguay giocavo con la Playstation, mai avrei pensato di scendere in campo con lui. In allenamento è un esempio, dà consigli ai più giovani, da lui ho imparato molto. Poi sono andato a Udine, ma anche lì ho giocato poco. Non so cosa non abbia funzionato. Muriel? Era a Udine da più tempo, e la società aveva deciso di investire su di lui, così ho chiesto di andare via. Le parole di Stramaccioni? Mi hanno un po’ sorpreso, ma è stato piacevole. A Verona ho trovato quella fiducia che per me è molto importante. Luca Toni? Mi spinge a migliorare e a cercare sempre il gol. Il mio obiettivo? Sono giovane, voglio imparare tante cose, mi alleno per migliorare. E si, l’obiettivo è la Nazionale”.

IL MIO STILE DI GIOCO
“Come preferisco giocare? Mi trovo meglio a 2 punte, ma se l’allenatore mi chiede di giocare a 3 cerco di dare sempre il massimo ugualmente. Sto imparando molto a livello tattico, torno di più in difesa, e poi corro molto. La mia prestazione a Udine? Non saprei che voto darmi. Con Toni mi trovo molto bene. Prima era difficile, ma ora ci conosciamo meglio e i movimenti vengono più naturali. Saviola? È un fenomeno, lo sappiamo tutti e l’ha dimostrato. Mi piacerebbe giocare con lui, abbiamo fatto tanti allenamenti insieme, ormai lo conosco bene e questo si è visto in occasione del mio gol all’Inter”.

CONCENTRATI PER IL DERBY
“Il derby? Sento un clima speciale. Ci stiamo preparando bene come sempre, ma abbiamo tanta voglia di vincere questa partita. Sarà dura, sappiamo che dobbiamo fare bene e un errore ci potrebbe costare caro. Se siamo concentrati, faremo bene. I nostri tifosi? Ci seguono ovunque e ci sostengono, che si vinca o che si perda, con lo stesso calore. Fa molto piacere sentirli mentre fanno il tifo”.

LA MIA FAMIGLIA
“La mia famiglia? Ho un figlio di 2 anni in Uruguay, lo vedo poco, mi manca molto. Abitavamo insieme, a Natale tornerò a casa a trovarlo. Chi mi taglia i capelli? Venti giorni fa me li ha tagliati Rodriguez (ride, ndr). Il numero 17? Ho esordito in prima squadra al Nacional a 17 anni con la maglia 17 e ho segnato al 17’ minuto. Sono molto legato a questo numero”.

Fonte: Ufficio stampa H. Verona FC

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