Mandorlini: “Toni capocannoniere sarebbe come vincere un campionato”

Foto: Andrea Mandorlini

Le dichiarazioni dell’allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, intervenuto alla trasmissione televisiva “Il processo del lunedì” su RaiSport 1 condotta dal giornalista Enrico Varriale.

 

IL VERONA C’E’ SEMPRE STATO

“Il nostro campionato? Le stagioni partono in una maniera, noi abbiamo fatto 10 punti in 5 partite, andando oltre ogni aspettativa. Nelle due sessioni di calciomercato abbiamo cambiato 18 calciatori, poi ci sono stati gli infortuni e un rendimento non all’altezza. Abbiamo passato i nostri momenti negativi, ci siamo ripresi e possiamo fare più di 50 punti in Serie A per due anni consecutivi. Il Verona è ancora lì e lo è stato sempre, anche nei momenti negativi in cui non ci sono mai stati meno di 7-8 punti dagli ultimi posti. L’allenatore ha sempre la responsabilità, la società mi ha appoggiato e da tre anni siamo qui. Lo scorso anno, da neopromossa, abbiamo sfiorato l’Europa League dopo aver giocato un campionato da neopromossi”. 

 

TONI CAPOCANNONIERE? SAREBBE COME VINCERE UN CAMPIONATO

“Toni capocannoniere? Signicherebbe tantissimo, sarebbe come vincere un campionato. Farlo diventare capocannoniere, alla sua età, sarebbe grande. Questo concetto l’ho inculcato sempre alla squadra. E’ un fenomeno, un professionista, è un ragazzo fantastico. Ora restano due partite, domenica ha fatto una grande gara ma lui è stato sfortunato, ha preso una traversa e l’Empoli ha salvato un gol sulla linea. Dobbiamo fare di tutto, Toni capocannoniere sarebbe un’orgoglio incredibile che resterebbe nella storia. Come si allena Luca Toni? E’ facile gestire uno come lui. Lo diciamo adesso, dopo che ha fatto due anni con noi, in cui mi auguro riesca a fare più di 40 gol. Prima di venire da noi lo davano per finito, gli avevano dato l’opportunità di allenare una squadra del Settore Giovanile, ma credo che a Verona tutti gli abbiamo dato l’opportunità di mettersi in gioco e a lui giocare piace ancora tanto”.

 

IL FUTURO

“Il futuro? Il presidente, prima dell’Empoli, è venuto e ha parlato davanti alla squadra. Setti rimane al comando. Il fatto che siamo tutti in scadenza non è una novità, la società parlerà e abbiamo fatto qualche colloquio. Il presidente deciderà e dirà quello che dovrà dire con massima sincerità e tranquillità. Il mio sogno nel cassetto? Da bambino ero interista, ho avuto la fortuna di giocare nell’Inter e di vincere. Bagnoli ha fatto cose incredibili qui a Verona, dove è rimasto per 9 anni. Spero di fare la stessa carriera di Osvaldo qui a Verona e di raggiungere l’Inter, sarebbe un sogno”.

 

UNO STORICO SCUDETTO

“Lo Scudetto del Verona? Io ero all’Inter, parlavo di quella stagione con Pierino Fanna. Sono passati tanti anni, ma la differenza l’ha sempre fatta il gruppo allenato da Osvaldo Bagnoli, insieme all’ambiente, che conosco e frequento. E’ stato un successo meritato e incredibile, che difficilmente potremo rivedere in Serie A, anche se ci sono delle belle realtà in Serie B come Carpi e Frosinone che hanno raggiunto la promozione. I budget non fanno sempre la differenza, ma ai livelli più alti sì, ecco perché credo sia irripetibile un’altra stagione come quella 1984-85”.

 

EMPOLI E RUGANI, CHE RIVELAZIONI! E L’INTER…

“La rivelazione del campionato? Come squadra credo sia l’Empoli. Ha fatto un campionato importantissimo. Sempre nei toscani gioca Rugani, un grandissimo difensore, un calciatore di livello. Credo rientrerà alla Juventus, ma per 15 anni avremo un grandissimo difensore centrale. La delusione? Dico Inter da interista. Pensavo facesse meglio, era giusto attendersi di più. Ha fatto degli acquisti importanti e ha speso molto”.

 

INTER, MILAN E NAPOLI

“La stagione dell’Inter? Difficilmente andranno in Europa, si fa sempre fatica a parlare quando si conosce poco la situazione. Non hanno iniziato bene la stagione, poi c’è stato il cambio allenatore e le pressioni sono aumentate. Il mercato di gennaio forse non ha reso secondo le aspettative, quando si parte male l’aria diventa pesante. Anche il Milan fa fatica, c’è poca stabilità, ma il prossimo anno io punterei sulle milanesi. Io al Milan? Sentivo prima dire che Inzaghi ha fallito. Pippo ha avuto un’occasione importante, ci ha provato, siamo amici e lo conosco. E’ stata un’occasione da prendere, l’avrebbero presa tutti, però credo che fosse più grande di lui, spero mi permetta di dire queste cose. Non parlerei di fallimento, è stata una grande esperienza che lo aiuterà nella crescita. Sogliano al Milan? E’ giovane e un grande direttore sportivo, ma non so come andrà al futuro. Io al Napoli? Sarà difficile, il Napoli ha un grandissimo allenatore e non ha bisogno di Mandorlini. Conte al Milan? per tornare a vincere c’è bisogno di un allenatore abituato a vincere. Antonio è abituato a vincere, come Mancini all’Inter. Sono allenatori abituati a certe pressioni e a certe piazze, Conte ha già dimostrato tutto e sarebbe la persona giusta. L’Inter di Mancini? Ha avuto partite da poter vincere e le ha sbagliate, ora si trova a dover programmare il futuro. E’ difficile entrare in corsa, con dei giocatori presi per il 3-5-2, ma resta fondamentale lo spogliatoio. Sacchi al Milan ha vinto perché aveva dei grandi stranieri come Gullit, Rijkaard e Van Basten, ma aveva un gruppo che era l’anima della squadra. E’ difficile dire che in questi anni l’Inter ha costruito uno zoccolo, e ora si trovano rincorrere. Alla Juve Brazagli e Chiellini trasmettono i principi ai nuovi, e questo è importante. Forse è questo che manca alle milanesi”.

Fonte: Ufficio Stampa H. Verona F.C.

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