Moras: “Se prendiamo altri 5 gol retrocediamo di sicuro. Serve cattiveria”

Una mattinata ricca di emozioni per Evangelos Moras. Il difensore gialloblù, insieme all’attaccante della Primavera, Pierluigi Cappelluzzo, è stato protagonista del progetto “Il CalciaStorie”, iniziativa nazionale lanciata dalla Lega Serie A e Uisp (Unione Italiana Sport Per Tutti) per utilizzare il calcio come veicolo dei messaggi di integrazione e tollerenza nei più giovani. Davanti ai ragazzi dell’istituto tecnico “Marconi”, i due calciatori hanno tenuto una lezione sull’integrazione ed il rispetto del prossimo, nel campo come nella vita.

Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Evangelos Moras, rilasciate durante l’incontro.

RITROVIAMO LA GRINTA
“Noi non abbiamo il gioco che avevamo l’anno scorso, poi abbiamo avuto tanti infortuni e non siamo mai riusciti ad avere la rosa al completo. Questi elementi hanno portato delle difficoltà, ma non sono alibi per spiegare come mai abbiamo perso 5-2. Quello dipende da noi e da nessun altro, nemmeno dall’allenatore. Se andiamo in campo e prendiamo altri 5 gol, retrocediamo di sicuro, la verità è questa. Prepariamoci bene alla prossima partita, la Roma non viene da risultati buoni e vorrà rifarsi, di sicuro cercherà di fare risultato. Noi dobbiamo scendere in campo con la giusta cattiveria. Dopo questi risultati non stiamo bene, dobbiamo avere rabbia e voglia di risollevarci. Non voglio neanche pensare al risultato, dobbiamo cambiare l’atteggiamento. Vincere o perdere fa parte del gioco, ma se l’atteggiamento è giusto, questo ti ripaga. Noi dobbiamo cercare di prendere punti, anche uno alla volta. Come sto fisicamente? Ho ancora dolore, vediamo se con la Roma ci sarò”.

DIAMO TUTTI IL MASSIMO PER QUESTA SQUADRA
“E’ un momento molto difficile per noi, abbiamo parlato anche con i tifosi, e capisco che siano molto arrabbiati. Il confronto avuto al ritorno da Genova? E’ stato tranquillo, come tante altre volte. Per me è giusto sapere quello che pensano, la rabbia ci sta, è una cosa normale. La nostra promessa è di dare il massimo. Amare la maglia? Quello viene col tempo, noi dobbiamo rispettare questi colori. Con queste prestazioni abbiamo avuto mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi, ma anche nei nostri confronti, perché non meritiamo di essere in questa difficoltà. Tutti dobbiamo fare autocritica per capire che questo è un momento difficile e provare a dare il massimo. Non abbiamo nessun problema con i tifosi, fino ad adesso ci sono sempre stati vicini. Tutto dipende da noi, a parole è facile, ma a volte è difficile riuscire a dare in campo tutto quello che vuoi. Non c’è nient’altro da fare, dobbiamo stare uniti fino alla fine, dobbiamo tirare fuori qualcosa in più perché nelle ultime partite non siamo riusciti a giocare come volevamo. Dobbiamo dare ognuno il massimo, che è quello che questa squadra merita, solo così possiamo uscire da questo momento. Sapevamo dall’inizio che sarebbe stato difficile. Adesso dobbiamo stare sempre uniti. Le parole di Gardini? Credo che sia giusto sentire quello che pensa la società. Adesso dobbiamo metterci più impegno, perché ascoltare e basta non è sufficiente”.

FUORI IL RAZZISMO DALLE NOSTRE VITE
“Cosa penso del razzismo? Credo che, con tutto quello che è successo negli ultimi anni durante le gare, i calciatori si stanno comportando bene. Credo che non sia una cosa facile rimanere calmi di fronte agli insulti, perché quando giochi e senti certi cori, questo ti fa sentire male. Sono stati fatti molti passi avanti, e anche questa è un’iniziativa molto buona. Solo il colore della pelle cambia, il sangue è uguale per tutti. Siamo tutti umani, tutti uguali. Essere o no una persona buona non determina il colore della tua pelle. Pensiamo a comportarci bene nella vita e lasciamo il razzismo fuori, questa è una cosa che personalmente non mi tocca. Non ho mai vissuto esperienze di razzismo in prima persona, in questo aspetto sono stato molto fortunato”.

Fonte: Ufficio Stampa H. Verona FC

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