Non è l’esonero di Pecchia la panacea dei mali dell’Hellas

Che vantaggio ne potrebbe trarre l’Hellas dall’esonero di Pecchia? Una domanda inutile, perché in realtà nessuno in società ha intenzione di sostituirlo. Per tre motivi.

Primo: con le dirette concorrenti Pecchia ha ottenuto 4 punti (tre con il Benevento e uno a Crotone).

Secondo: la posizione di classifica non è drammatica.

Terzo: dopo l’Inter, il Verona affronterà Cagliari, Sassuolo, Bologna, Genoa e Spal; 5 gare dalle quali i gialloblù devono ottenere almeno 7 punti. Meglio giocare guidati da chi conosce bene prego e difetti della rosa.

Tuttavia, al netto delle attenuanti, Pecchia non è da cambiare perché sta dimostrando di non essere integralista nelle scelte. Lo sciovinismo tipico di chi crede ciecamente in moduli e giocatori definiti, non fa parte del bagaglio del tecnico di Formia. Un buon viatico nella ricerca di soluzioni ideali. Un approccio consono agli obiettivi da raggiungere, nella consapevolezza che anche una salvezza all’ultima giornata sarà una vittoria. La linea di galleggiamento è comunque ancora con lui.

M.C.

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