Pensieri sparsi. Lasagna come De Gregori! E quel centrale mancino che non c’è…

Due sono i pensieri continui nel post Genoa-Verona. Il primo è sotto gli occhi di tutti: ma se Lasagna avesse segnato quei due gol clamorosi che si è divorato? Forse staremmo parlando di un Verona stellare, di un Kevin pronto per l’Europeo, di un Ilic destinato a una big, di corsa sul Napoli per un posto in Europa. Così invece il risultato a Genova è sembrato meno straordinario, come pure la prestazione, probabilmente una delle più belle di questa stagione. Lasagna ha sbagliato quei gol ma non è giusto lanciargli la croce addosso. De Gregori cantava che “un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia“. E il Lasagna visto allo stadio Marassi è stato tutto questo: si è creato da solo le famose due occasioni, ha combattuto con coraggio con i tre difensori rossoblù dominando lo scontro diretto, ha giocato per la squadra. Un attaccante completo, veloce, fortissimo, come da anni non si vedeva a Verona. È mancata la freddezza in zona gol. Ci si può lavorare.
L’altro pensiero è legato al difensore centrale di piede mancino. In due anni Juric le ha provate tutte: doveva essere Bocchetti, ma fisicamente non stava al passo con l’idea di gioco del tecnico croato. Nel 2019 ci hanno provato Dawidowicz, espulso alla prima di Juric contro il Bologna, e Günter, umiliato da Cuadrado nel primo Juve-Verona. Poi è toccato a Kumbulla con il quale sembrava che tutto si fosse risolto. Il post lockdown ha permesso di scoprire anche Empereur, perfetto per quel ruolo visto anche il piede mancino. Poi il mercato ha portato Kumbulla a Roma e Empereur a San Paolo e così ecco Juric a dover nuovamente litigare con il pallottoliere. Amione acerbo e bocciato in coppa Italia, Magnani non pervenuto a Bologna, Dimarco in difficoltà fisica e anche dal punto di vista difensivo. E poi Lovato provato più volte e mai convincente, Çetin in chiara difficoltà a Genova. E per Juric resta così il vuoto nel ruolo di centrale di sinistra. Forse Ceccherini è l’unico che finora ha retto il confronto tra la realtà e le idee del mister, ma il difensore toscano, che comunque mancino non è e palesa problemi in impostazione con il piede debole, oggi è infortunato. Sicuramente nel prossimo mercato estivo, D’Amico dovrà coprire questa falla e i sondaggi degli ultimi mesi per Gagliolo andavano in questa direzione.
Adesso arriva la Juve. Dietro Juric inventerà nuovamente qualcosa, mentre davanti sa che a Lasagna va data fiducia. Anche perché, come diceva De Gregori, Kevin ha capito “fin dal primo momento, l’allenatore sembrava contento. E allora mise il cuore dentro alle scarpe e corse più veloce del vento“.

Damiano Conati

Damiano Conati
Ho 34 anni, sono sposato da 10 e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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