Quale ranking occupa il Verona in Italia?

Sono 98 le società di calcio professionistiche italiane e giocano in Serie A, B e nei tre gironi di Serie C. Se dovessimo stilare una classifica per stabilire il ranking il Verona negli ultimi anni occuperebbe quasi sempre le stesse posizioni. 13^ tre anni fa, poi 20^ con Gigi Delneri, 22^ l’anno scorso, 19^ al momento attuale. Il ranking dell’Hellas in media in Italia si aggira tra la 16esima e la 23esima posizione, il che significa che è a cavallo tra la Serie A e la Serie B. Queste sono le capacità economiche della società attuale che non può/vuole fare meglio, ma che è in perfetta linea con l’intera storia del Verona.

Tolte sei favolose stagioni negli anni ’80, infatti, in 115 anni di storia l’Hellas Verona non ha mai fatto molto meglio di questa epoca targata Maurizio Setti.

*Il dopo guerra*

Dopo tanti anni di Serie B, il Verona debutta per la prima volta in quella che era l’attuale Serie A nel 1956/57, ci resta un anno solo. Arriva 18^ in un campionato a 18 squadre e torna in B. Poi un altro decennio di delusioni, dove non è mai tra le prime 20/25 squadre in Italia, quando ecco un nuovo exploit: promozione in Serie A nel 1967/68.

*Gli anni di Garonzi*

Con Saverio Garonzi presidente il Verona inanella il suo primo filotto di annate in Serie A. Sono ben sei anni di fila, ma attenzione che non stiamo parlando di anni d’oro. È vero che in squadra c’erano personaggi poi divenuti leggenda per i tifosi gialloblù come Zigoni, Mascalaito, Nanni, Mascetti, Ranghino, Pizzaballa, Sirena, Busatta, Luppi, ma quella squadra lottava per non retrocedere e, seppur avesse centrato il miglior risultato di sempre in A per il Verona (8^ nel 1971) era appena un punto sopra al Foggia, arrivato terzultimo e retrocesso. Si trattava di un Verona come quello dei giorni nostri, ma che si teneva stretta la Serie A con le unghie, lottando su ogni pallone, ma purtroppo non ottenendo mai nulla di più di salvezze anche miracolose. Furono 6 anni consecutivi di A, poi fu spedito in B per colpa di una telefonata galeotta, poi tornò in A dove rimase altri 4 anni, centrando anche la finale di Coppa Italia e tornò in B sul finire degli anni ’70. Ranking occupato in dieci anni sempre tra il 10^ e il 18^ posto in Italia, sempre con un piede nella massima serie e l’altro in sospeso. Comunque sui libri di storia dell’Hellas questi furono gli anni migliori dopo quelli di Bagnoli.

*I favolosi anni ’80*

Sei annate strabilianti, dopo aver sfiorato la retrocessione in Serie C nel 1981. Tra il 1982 e il 1989 quel Verona dell’Osvaldo centrò una promozione in A, due finali di Coppa Italia perse, lo Scudetto, un quarto posto in Coppa Mitropa, due qualificazioni in Coppa Uefa e l’ottavo di finale di Coppa Campioni rubato dalla Vecchia Signora. Sei annate d’oro, ad oggi irripetibili. Purtroppo però una piccola bolla nella storia gialloblù.

*A cavallo del millennio*

Tra gli anni ’90 e i primi 2000, il Verona non cambia il suo consueto registro. Tra la 15^ e la 30^ posizione in Italia, con annate più illuminate, grazie alla competenza di Pastorello e, probabilmente, ai soldi dei Tanzi, e annate più disgraziate, come il fallimento di inizio anni ’90. Cambiano i presidenti, ma tutti arrivano fin dove possono. Finché nel 2007 ecco addirittura il baratro della Serie C.

*Martinelli, Setti e i giorni nostri*

Il compianto Martinelli ha ridato alla città la seconda serie, Maurizio Setti invece ha riportato il Verona nel suo ranking storico. Tra il 15^ e il 22^ posto in Italia, a cavallo tra A e B, come è sempre stato.

Da più parti piovono accuse su un Setti incompetente e che dovrebbe consegnare le chiavi dell’Hellas al sindaco e chi più ne ha più ne metta. In realtà l’imprenditore carpigiano, dopo gli anni ’80 e quelli di Garonzi, ha centrato il terzo miglior risultato nella storia del Verona con la 10^ posizione del 2014, e sta mantenendo la squadra nella posizione che le è sempre appartenuta. Tutti vorrebbero la salvezza, questo è ovvio, ma la realtà è questa: Setti e il Verona oggi non possono andare più in alto in questo ranking italiano. Lo dicono le casse del presidente e lo dice la storia gialloblù.

Oggi il Verona occupa il 19^ posto in Italia, 4 punti più su ci sarebbe il 17^ e la Serie A. La speranza per quest’anno sembra esaurita, ma i numeri e qualche libro di storia alle volte fanno pensare che non siamo affatto negli anni peggiori del Verona… anzi, in 115 anni, forse siamo addirittura tra i migliori. Incredibile ma vero.

Damiano Conati

1 COMMENTO

  1. Questo articolo è incommentabile.
    Questo è il campionato più indecente della storia del Verona in serie A – peggio perfino di quello di Mascalaito e Chiappella del 78/79 dove almeno qualcosa si era tentato.
    C’è modo e modo di essere 19simi piuttosto che 17simi o 20simi.
    Quest’anno non c’è stato rispetto per i tifosi ; questa squadra è stata costruita così male al punto che qualche tifoso pensa che si sia voluto retrocedere apposta.
    I limiti dell’allenatore e di qualche singolo erano evidenti già dall’anno scorso. I buchi della rosa pure, eppure anche a gennaio non si è voluto correre ai ripari.
    La società non ha fatto il possibile per salvarsi.
    Raccontarci che è forse uno dei migliori anni della nostra storia è una presa in giro.

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