Quando l’imprenditore non fa i conti con i sogni

Nessuna delle aziende di Setti è in fallimento. Stanno bene, fruttano e danno risultato economico. Anche il Verona, dopo la cura Fusco, è in attivo, si sostiene economicamente, non rischia.

Setti è così sereno in questo ambito, che ha deciso addirittura di investire nuovamente nel mondo del calcio. Il 5% di una neonata società è poca cosa, come pure, crediamo, sarà minimo il suo coinvolgimento fisico. Quello di Modena, è un approccio più emotivo, più di sangue, legato alle sue radici. E poi, diciamocela tutta, un imprenditore dei suoi soldi può farne ciò che vuole.

Però in tutto questo, Setti non ha fatto i conti con i sogni. Se Manila Grace vendesse meno, nessuno avrebbe ripercussioni. Se fosse in difficoltà sul mondo del mercato, a rimetterci sarebbe qualche dipendente e nulla più.

Ora giriamo la medaglia dal lato sportivo. E se il Verona retrocede? Se delude ogni settimana e si fa umiliare? Ok, non fallisce. Ok, non sparirà. E probabilmente anche qui perderà il lavoro qualche dipendente per un ovvio ridimensionamento della società, ma per Maurizio Setti non cambia nulla. E qui sta l’errore. Il Verona, come qualsiasi altra societá sportiva di un certo livello, storia e blasone è fatto anche di amore. È fatto di genitori che comprano la maglia, la sciarpa, il berrettino ai loro figli. È fatto di libri ingialliti che raccontano le gesta di giocatori ai più sconosciuti, di imprese che resteranno per sempre, di campioni in pelliccia in panchina, in gol senza una scarpa o con un dito sulla bocca nel silenzio di una città calabra. Il Verona è il primo pensiero del tifoso appena sveglio e l’ultimo prima di addormentarsi. È il cliccare tutte le app che parlano di Hellas in rapida successione per vedere se ci sono novità. È ripetersi ogni tanto a memoria la formazione attuale, Nicolas, Ferrari, Caracciolo…, oppure quella che più ha segnato la storia personale di ognuno.

Il Verona non è soltanto soldi, bilanci positivi, dirigenti soldatini che parlano di società sana e con il futuro assicurato: l’Hellas è costruito anche sulle speranze di migliaia di persone, su una passione che va al di là del rischio del fallimento, su un amore incondizionato verso dei colori che segnano la vita. L’Hellas è fatto di sogni e non è certo un libro contabile che li può cancellare.

Damiano Conati

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