Samir Bedi ed i pirati della malizia

di Massimo Recchia

Ci vuole poco per comprendere senza alcuna malizia che la scelta di lasciare ai box il leader maximo Luca da Pavullo nasce da una decisione collettiva e societaria. Il solo Gigiao, peraltro con contratto a scadere come lo yogurt in offerta, non avrebbe mai avuto la concessione edilizia e l’autorizzazione per ristrutturare abusivamente il mini appartamento al mare prestatogli in attesa della locazione effettiva. Un prestito è sempre un favore e va educatamente riconosciuto con piccola ma significativa spesa. Una bottiglia esclusiva di amarone da tribuna o un assaggio di novello mai provato. Ma ecco che, assecondato dal padrone di casa, entra a far parte della vacanza a scrocco anche il tigrotto della malizia. Giovane, scuretto e prestante sotto forma di investimento senza lingua parlata. Calciatore aggressivo, pulito e genuino come la caciotta di Erbezzo della contrada dei Morandini. La malizia vera esercitata si tocca con mano perché non era lo svedese colto da cagottismo nordico il sacrificato, ma il figlio pedante ellenico di Zeus che non avrebbe mai questa volta potuto salire sul suo cavallo alato, comunque. Per questo è giunto il momento di affittare casa con regolare contratto e chiamare Emmaus per liberare la cantina.

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