Saviola: “Sapevo sarebbe arrivato il mio momento. Giocando trovo il ritmo giusto”

Le dichiarazioni dell’attaccante gialloblù, Javier Saviola, rilasciate in esclusiva a TeleNuovo e mandata in onda durante il Vighini Show.

UMILTA’ E ALLENAMENTO, ECCO IL MIO CREDO
“Se mi sono mai arrabbiato quest’anno? Quando sono arrivato avevo molta voglia di diventare subito importante per questa squadra e per i tifosi e pensavo di giocare di più. Però il calcio è così. Lo staff tecnico lavorava con alcuni calciatori da molto tempo, quindi già abituati al sistema di gioco. Questo è normale e capibile, però ero sicuro che avrei avuto la mia occasione e sapevo che dovevo farmi trovare pronto. Quando giochi poco è difficile mantenere il ritmo. Quindi l’unica soluzione è quella di allenarti sempre al massimo per mantenere uno stato di forma ottimale in modo da poter approfittare di qualsiasi occasione ti venga data. Il gol contro l’Atalanta? Segnare è stato importantissimo e bellissimo sia per me che per i tifosi, che da quando sono arrivato non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto, anche quando non giocavo. Questo mi ha sorpreso: perché, solitamente, quando un calciatore gioca poco la gente fatica ad affezionarsi, però a Verona per me è stato il contrario. Quando esco e vado a fare un giro per la città avverto un clima bello e positivo nei mie confronti, esattamene come quando sono sceso in campo. Quindi il gol all’Atalanta è stato il mio grazie per loro”.

IO, GIRAMONDO DEL CALCIO
“Barcellona, Real Madrid e Verona? La scelta di andare via dal Barcellona per il Real Madrid non è stata ben vista dai tifosi del Barca perché mi avevano apprezzato e voluto tanto bene, e la rivalità con i Blancos è tanta, però ero convinto fosse la scelta giusta. Una scelta importante che paragono a quella che mi ha portato a Verona, in una società in crescita, fatta di calciatori forti e che gioca in un campionato difficile come quello italiano, anche questo è motivo di crescita. Dal River al Barcellona per 54 miliardi di lire? Questa cifra non mi ha mai pesato, nonostante fosse altissima. Ho sempre cercato di divertirmi giocando a calcio, il resto sinceramente per me è meno importante. Non è mai stato un peso, anzi mi ha motivato moltissimo a cercare di fare sempre meglio all’inizio della mia carriera in club grandissimo come il Barcellona. Troppe Squadre? Si può essere vero però sono comunque soddisfatto e felice e mi auguro di poter continuare a fare bene come sto facendo adesso in gialloblù, sperando di raggiungere una posizione in classifica ancora migliore di quella che occupiamo adesso. La mia carriera si è divisa tra molte squadre importanti, che mi hanno sempre insegnato qualcosa di diverso e nelle quali ho sempre cercato di dare il mio meglio. La verità è che anche adesso è un momento importante per la mia carriera perché sono venuto in club importante e in crescita come il Verona. Il resoconto è che sono felice e soddisfatto di quello che ho fatto nella mia carriera”.

IO EREDE DI MARADONA? ECCO COSA PENSO…
“Il paragone con Maradona? In Argentina, quando un giovane che dimostra di avere qualità importanti si cerca di confrontarlo sempre con Diego. Per me è sempre stato un orgoglio essere accostato a Maradona, perché per me e per tutti gli Argentini è stato grandissimo e ha fatto tantissimo per il calcio. Non è mai stato un peso questo paragone, perché esiste un solo Diego. Arrivare al suo livello è praticamente impossibile per chiunque, comprendere questo ti aiuta a far sì che il paragone non diventi un peso ma ti spinge a dare sempre di più”.

LA FAMIGLIA, LA MIA ISOLA FELICE
“Mia figlia Julieta? No, quando le ho dato questo nome non sapevo ancora che sarei venuto a Verona (ride, ndr), lei è nata a Malaga. Però a Verona è nato Fabricio, il mio secondogenito. Siamo davvero felicissimi di aver avuto nostro figlio in una città così bella come Verona, nella quale tutta la mia famiglia si trova bene e si sente molto apprezzata dalla gente. Spero che quando Fabricio sarà più grande possa tornare e affezionarsi alla città nella quale è nato. La mia famiglia è importantissima per me, mi ha dato equilibrio, in primis mia moglie (Romanela, ndr). Uno sportivo nella sua carriera è sottoposto a molte pressioni e avere al tuo fianco una moglie come la mia è davvero un aiuto molto grande. Mentre i figli ti danno tranquillità, perché, quando le cose non vanno, rientrare a casa e trovare i tuoi bambini felici e sereni ti mette di buon umore, poi sono semplicemente la cosa più bella che una persona possa avere”.

Fonte: Ufficio Stampa H. Verona FC

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