Se solo Juric avesse conosciuto i tifosi gialloblù…

Se andrà via, resterà il rammarico di un Ivan Juric che ha visto per l’ultima volta i tifosi del Verona in quel fantastico 2-1 sulla Juve. Non ha avuto il tempo per amarli davvero, per essere osannato da loro, per ricevere il giusto amore da un popolo che oggi avrebbe grande influenza su quell’ago della bilancia. Perché non troverà gli stessi tifosi altrove. Non li troverà a Torino, men che meno a Cagliari. Quella volta loro prepararono migliaia di cartoncini con la scritta “Prandelli” e anche se non riuscirono a convincere Pastorello fecero innamorare il buon Cesare di questa città. Come Mandorlini che si è addirittura tatuato sulla pelle i simboli scaligeri. O l’Osvaldo, ancora oggi idolo incontrastato e quasi leggenda.
Juric non ha fatto in tempo ad amare e sentirsi amato dai tifosi del Verona. E oggi sì che manca terribilmente il pubblico, più che allo stadio.
Perché il tecnico croato in questi due giorni di pensieri dovrà fare i conti con il portafoglio e le ambizioni di Cairo, oppure con i pieni poteri, l’organizzazione e la barca a vela su un mare splendido in Sardegna. Ci penserà con la testa, forse un po’ di pancia visto come è fatto lui, ne parlerà con la famiglia, che spinge per restare a Verona, ma in questa decisione purtroppo non ci metterà il cuore. Se solo avesse conosciuto davvero il popolo gialloblù siamo convinti che i suoi dubbi non ci sarebbero. Ed è davvero un peccato!
Dicono che morto un Papa se ne fa un altro. Ma è anche vero che certi papi non sono mai morti negli occhi e nei cuori di tantissime persone. E questo Juric se lo deve ricordare. Perché da queste parti, dall’Adige a Malcesine, dalle Basse al Passo delle Fittanze lui è amato come pochi finora prima di lui.

Damiano Conati

Damiano Conati
Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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