Serie B a 19: cosa cambia per il Verona

Partiamo dall’aspetto sportivo. Avere tre avversarie in meno, per una squadra costruita con l’obiettivo di vincere il campionato, è un vantaggio. L’esempio di Catania in Coppa è emblematico in tal senso. Sono proprio gli etnei i primi ad essere esclusi dalla B e come loro mancheranno tre piccole, rognose, che in casa vendono carissima la pelle. Tre impegni in meno per il Verona. Senza dimenticare che in un intero campionato, i passi falsi sono sempre possibili. Sei partite da non giocare permettono di riposare di più anche dal punto di vista mentale.

Altro grande vantaggio riguarda le convocazioni in nazionale. Con meno squadre, la Serie B seguirà le pause della A nel periodo delle pause per gli impegni delle nazionali. Con un Verona che può perdere Dawidowicz, Eguelfi, Danzi, Henderson, Lee e Cissè in un solo colpo, avere la certezza di non giocare è sicuramente un vantaggio.

Passiamo all’aspetto economico. Probabilmente qualche contributo verrà perso da tv e abbonamenti, ma sarà recuperato in altre sedi. Infatti verrà rivisto il contratto della Serie B tutta con Dazn, che prevedeva dalle 20 alle 22 squadre. E potrebbe anche essere rimborsata una quota dell’abbonamento a quei tifosi che hanno pagato per 21 gare casalinghe anzichè 18.

Dall’altro lato della medaglia i contributi previsti dalle varie leghe, dagli sponsor e dai media sono oggi divisibili per 19 e non per 22.

Alla fine dei conti, quindi, al Verona conviene una B a 19 e spera proprio non ci sia una nuova rivoluzione da qui al 24 agosto.

Damiano Conati

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