Setti capitano coraggioso

Gianni Tomelleri 

Setti doveva muoversi in fretta e l’ha fatto. In questo è stato di parola. La scelta di Pecchia ricorda quella di Prandelli. Con il veronese di nascita Corrent al posto del veronese d’adozione Fanna. 
Peggio di Bigon e dei suoi tre grandi scout era difficile fare. In B non ti puoi permettere molto più di un dirigente rodato, quale questo Righi può essere. Righi che, attenzione, ha più esperienza e conoscenze nel mondo del calcio di quanto la recente carriera possa dimostrare. Questa ventata di novità è un azzardo calcolato: se fa male, ce se ne accorge poco; se fa bene, ce se ne accorgerà tra qualche anno. 

Interessante invece la coppia Barresi-Toni, soprattutto se sapranno collaborare e sfruttare i talenti l’uno dell’altro. 

Il vero ago della bilancia rimane Fusco: se fa una squadra competitiva, magari con un livello leggermente superiore agli altri e ben messa sul piano fisico, in serie B anche l’entusiasmo aiuta molto. Se costruisce una squadra di paracarri, con grande esperienza alle spalle e talentoni di dieci anni fa, allora deve essere bravo Pecchia perché servirà un grande motivatore, pugno di ferro, insomma uno tipo Mandorlini (o un Fascetti di altri secoli).

Al campo l’ardua sentenza. Solo quello ora potrà dire se le scelte di Setti si saranno rivelate giuste.

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