Sogliano: “Il futuro è a Firenze. Se resterò? Deciderò con il Presidente a fine stagione”

Le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù, Sean Sogliano, rilasciate al durante la conferenza stampa in vista della partita Fiorentina-Hellas Verona.

 

IL MOMENTO E LA SQUADRA

“Il nostro momento? Mancano otto partite alla fine del campionato ed è normale che io parli dicendo quello che penso. Ultimamente si sta parlando tanto, o forse troppo, della prossima stagione, ma dobbiamo pensare a fare il meglio che possiamo in queste ultime 8 partite. La classifica attuale, sotto certi aspetti, può far sorridere, ma mancano ancora dei punti per raggiungere l’obiettivo della salvezza. Oltre ai punti, ottenuti in una stagione dove abbiamo alternato grandi prestazioni a sconfitte non belle, penso che tutti i calciatori debbano giocare le partite rimanenti come fatto in certe occasioni, con intensità per fare punti. Perché un rendimento così altalenante? Quest’anno è mancata la continuità, abbiamo fatto ottime partite contro squadre forti come Roma, Inter e Napoli, senza scordare la vittoria di Cagliari. In certi momenti, al di là del risultato, è mancata la prestazione ed è quello che ha più rammaricato noi e penso anche i tifosi. Dobbiamo capire cosa non è andato e cercare una soluzione, sarebbe un peccato terminare in modo negativo un campionato che potrebbe regalarci delle gioie. Dove si vuole arrivare in questo finale di stagione? Voglio vedere 8 prestazioni importanti, lo dobbiamo a noi stessi e ai tifosi. Per questo pensiamo solo a fare il massimo, dobbiamo conquistare ancora punti per raggiungere il nostro obiettivo. Se questa non è la mentalità giusta rischiamo di fare degli errori, sotto vari aspetti. L’allenatore dovrà schierare in campo i calciatori che hanno voglia e che non hanno staccato la spina. Ci vuole corsa, dobbiamo sudare per portare a casa i punti che ci meritiamo. Questa una stagione diversa rispetto alle altre? In ogni stagione ci sono cose positive e cose negative, sicuramente lo scorso anno abbiamo fatto un campionato straordinario e mi aspettavo un anno più difficile. Dopo due stagioni di successi è normale trovare delle difficoltà, che in parte siamo riusciti a superare. Sono molto critico sul lavoro di tutti, anche sul mio, poi ci sono cose che non mi sono piaciute ma il fattore più importante è che la squadra senta ancora la voglia di portare a casa punti, per la nostra salvezza e per fare felici i tifosi. Non penso che questa sia una cosa marginale, non lo dico perché non voglio parlare di futuro. Il Verona, per la realtà che è, non deve perdere la voglia e l’entusiasmo di affrontare ogni partita con la volontà di far risultato. Se si perde questo atteggiamento il futuro non sarà positivo, mentre se questa voglia si mantiene penso che finiremo bene il campionato e poi vedremo cosa succederà. Un bilancio di questa stagione? Sono il primo a dire che tutte le squadre sono migliorabili, compresa questa. Tutti vengono giudicati in base ai punti che fanno, con qualche punto in più avremmo potuto avere attestati diversi, ma questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Fare punti è sempre difficile, la Serie A è un campionato competitivo con società solide. E’ il secondo anno che facciamo questa categoria, non dobbiamo essere presuntuosi e pensare che tutto sia facile. Anche per un calciatore è difficile giocare qui, c’è molta attesa. L’importante è sapere dove si può migliorare, io ho le idee chiare ed è giusto essere positivi. Se possiamo raggiungere qualcosa in più della salvezza? Dipende tutto dalla cattiveria agonistica che metteremo in campo. Se noi giochiamo come contro il Napoli possiamo fare ancora punti in queste ultime partite, e per ottenere questo dobbiamo pensare a giocare con Fiorentina, Sassuolo e Sampdoria, pensando ad una partita alla volta. Solo così possiamo fare punti in queste ultime otto partite. Io per primo voglio parlare del futuro, ho sempre cercato di essere schietto, ma mancano otto partite e voglio delle prestazioni importanti. Cosa voglio vedere contro la Fiorentina? Vedere un gruppo che va a Firenze consapevole di incontrare una squadra forte, con un grande organico, ma che con personalità e cattiveria giocherà una partita per portare a casa punti. Il mio rammarico? Mi piacerebbe avere sempre una squadra che renda la vita difficile agli avversari dal 1′ al 90′. Deve scattare qualcosa, si deve trovare quella tensione giusta e riuscire a mantenerla non a tratti, ma per tutto il campionato. Questo può essere un valore aggiunto. Le prestazioni della difesa? Noi curiamo di più il possesso palla e meno la fase di non possesso. Non è una questione di errori dei singoli, che ci sono in tutte le categorie e in tutte le squadre. Con l’atteggiamento bisogna limitare questo tipo di errore. A me dà fastidio avere una squadra che prende troppi gol, ma ora non mi interessa fare processi alla difesa. Quando si prende gol è colpa di tutti, non solo del reparto. Le statistiche sono importanti, ma è altrettanto importante avere l’umiltà di sapere che il Verona deve raggiungere la salvezza. Dobbiamo farlo a tutti i costi, ma nonostante le mille problematiche siamo sempre riusciti a stare lontano dalla zona pericolosa. Il dualismo tra Rafael e Benussi? Ci sono momenti in cui può giocare un portiere ed un altro. E’ normale, esistono situazioni così nella carriera di ognuno, Rafael è qui da tanto e lui sta attraversando questo momento. La stima che ha la società o l’allenatore non deve cambiare se il calciatore è il numero 1 e può fare la panchina”. 

 

IL FUTURO E LA SOCIETA’

“Il futuro? Prendo come positivo il fatto che si voglia guardare avanti. Farlo, però, significa anche pensare che lunedì vogliamo andare a Firenze a fare una bella figura. Mancano ancora otto partite da giocare, pensare alla prossima stagione può essere pericoloso e non ho voglia di correre certe pericoli. Questo deve essere lo stato d’animo dei calciatori e dell’allenatore. E’ il mio terzo anno qui, voi sapete benissimo che alla fine di ogni stagione mi incontro con il presidente per prendere la decisione giusta sul campionato che verrà. Così faremo anche quest’anno, per me questo vuol dire parlare di futuro. Cosa mi sento di dire ai tifosi? Si parla tanto di programmazione, che nasce soprattutto dalla voglia di lavorare per la tua società. E’ normale, ci sono degli anni dove bisogna ripartire e altri dove è necessario continuare su una strada. Il fatto che ci siano dei calciatori, l’allenatore e dei dirigenti in scadenza è un fattore da tenere in considerazione, siamo dei professionisti e io pretendo che da ora fino all’ultima giornata di campionato si dia il massimo per questa maglia e per questa società. Qui basi solide? La basi si costruiscono di giorno in giorno, con la voglia e la serietà delle persone che lavorano per la società. Non bisogna pensare esclusivamente al futuro, lo decideremo quando parlerò con il presidente. Verona la mia prima scelta? Non dobbiamo parlare di me e del mio futuro, da quando sono qui mi sono comportato sempre allo stesso modo, lavoro tutti i giorni e al raggiungimento di un determinato obiettivo mi sono sempre incontrato con Maurizio Setti per parlare dell’anno successivo. In base a ciò che accadrà deciderò il mio futuro”.


Fonte: Ufficio Stampa H. Verona F.C.

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