“Stare fuori”, il black friday del Verona

È iniziato il “Black Friday” dell’Hellas Verona.

Venerdì nero prima di tutto per il Verona che probabilmente mai nella sua storia ha assistito ad una protesta come quella che andrà in scena questa sera. Venerdì nero anche per i tifosi gialloblù che hanno scelto di restare fuori dal Bentegodi.

“Stare fuori” è la massima espressione di protesta che un tifoso possa attuare (soprattutto per chi ha pagato l’abbonamento), una scelta difficile perché è come prendere un biglietto per andare al cinema e strapparlo finché si è in coda prima di entrare.

Per il veronese andare allo stadio è una passione, una tradizione, una malattia, uno stile di vita una fede che da fuori non si può capire. Tutta una settimana per preparare la partita, studiare gli avversari, fare calcoli cervellotici per capire quanto potrà influire o meno una ipotetica vittoria. Significa preparare con cura ed accertarsi che i vessilli siano pronti per il match, pezze storiche che da decenni accompagnano l’ingresso al tempio gialloblù e le trasferte in giro per l’Italia.

“Stare fuori” questa sera non vuol dire perdersi la partita del Verona perché è certo che le decine di migliaia di tifosi lo seguiranno in altro modo, che sia alla radio o alla tv, ma non dagli spalti.

In più di un secolo di storia il Verona ha passato dei momenti gloriosi e dei momenti infami e terribili, ma mai è stato da solo! Ha potuto contare sempre dell’apporto dei tifosi pronti a soffrire e a condividere tutto insieme alla squadra.

“Stare fuori” questa sera sarà durissima, ma per la storia di Verona e del Verona è probabilmente la cosa giusta da fare.

Forza Verona!

Stefano Pozza

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