The day after. Batterli: che goduria! E Tudor è il croato giusto

Battere proprio loro è la goduria massima di ogni tifoso del Verona. D’altronde i bianconeri sono i più amati e odiati in Italia, un po’ come il Bayern in Germania, il Real in Spagna o il Flamengo in Brasile. Sono le squadre più tifate del paese, ma chi non le tifa, le disprezza, se non addirittura fa tifo avverso. Il day after del trionfo al Bentegodi vede apprezzamenti per l’Hellas provenire da tutta Italia, anche da acerrimi nemici dei gialloblù. E proprio per questi motivi rimangono nella memoria tutte le imprese contro gli antipatici bianconeri, dalla rete senza scarpa di Preben alla doppietta di Cammarata con Prandelli, dai due pareggi all’ultimo respiro firmati Juanito Gomez, alla vittoria con cucchiaio e ultimo gol in carriera di Luca Toni. Gli ultimi, indelebili ricordi hanno la firma di Ivan Juric: i 3 punti prima del Covid con Pazzini sotto la Sud e il pareggio dell’anno scorso con la capocciata di Barak. Con ieri sera si è scritta una nuova pagina di storia e il Cholito, già entrato negli annali gialloblù con il poker storico della settimana scorsa, ora catapultato anche nei cuori e nella memoria. Occhio che stiamo parlando di uno che negli ultimi suoi 179 minuti ha fatto 6 reti! Media assurda di un gol ogni mezz’ora!
Battere gli innominabili con due gol di un Simeone fa ancora più sorridere, dopo che il padre due anni e mezzo fa esultava contro i tifosi bianconeri in un modo, come dire, più che scomposto!
Ma batterli dopo la riapertura degli stadi è il vero piacere di questo weekend di fine ottobre. Vedere gli occhi lucidi dei tifosi presenti, i loro cori in una simbiosi unica con la squadra, la passione non normale di una città intera che celebra un momento storico e si scopre improvvisamente di nuovo nelle prime 8 della classe.
E in tutto questo quadro avanguardista perfetto nelle forme e nei colori, si inserisce Igor Tudor, uno che parla poco, ma lo fa bene e carica la squadra a mille dal punto di vista mentale. Andate a vedere quanti falli ha commesso il suo Verona ieri, quante palle sporche ha recuperato e quanti contrasti ha vinto: la banda di Allegri nemmeno in un mese di partite raggiunge quei numeri. Ma soprattutto Tudor sa valorizzare il materiale umano a sua disposizione, lo apprezza, lo stima, sia in campo che a parole. “Ho una squadra di giocatori forti – va dicendo ultimamente – e mi sento fortunato ad allenarli”: la maggior parte di loro li aveva anche il suo amico che ha incantato Verona gli anni scorsi. Però per lui ogni domenica erano inadeguati, al di sopra delle loro reali possibilità, blablabla. E a qualcuno oggi quei discorsi, ripetuti come un disco rotto anche a Torino, fanno incazzare (vero Faraoni?). Il Verona ha scoperto un nuovo grande mister, inutile negarlo, che ora deve confermare quanto di buono visto in 8 gare. Da quando c’è Tudor alla guida, l’Hellas sarebbe terzo, dietro a Napoli e Milan, e ricordiamoci le incredibili rimonte subite, una delle quali proprio a San Siro. Senza di quelle, ora il Verona sarebbe ancora più su, sarebbe lassù: incredibile! Ma quella, purtroppo, è un’altra storia, altrimenti ieri il Cholito avrebbe segnato anche senza scarpa…

Foto: instagram Hellas Verona

Damiano Conati

Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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