The day after. Hellas, piccola miracolosa. E quella farsa del pubblico…

Il Verona non è una big. È inutile illudere l’ambiente ogni anno che questo possa accadere. Il Verona è una piccola squadra, con budget che sarebbero ridicoli in altri campionati europei più ricchi, che però con idee, programmazione, lungimiranza e un po’ di fortuna, ormai da qualche anno riesce a restare stabilmente appena sotto il gruppo delle big, le vere big, cioè quelle che hanno il terzo portiere che guadagna come il giocatore più pagato dal Verona. E se queste grandi squadre sono sotto tono (Juve all’andata), stanche per gli impegni di coppa (Roma all’andata), con il Covid (Roma al ritorno), deluse (Atalanta al ritorno), o in un periodo di flessione fisica (Lazio e Napoli all’andata), una squadra come il Verona ne può approfittare e portare a casa punti e soddisfazioni. Ma se queste giocano al 100% delle loro possibilità, allora la partita è già squilibrata dal principio e con un risultato scontato. Il Milan di ieri, oltre ad essere una grandissima squadra, stava bene, aveva una fame incredibile e si vedeva che credeva ciecamente nell’obiettivo Scudetto. Il Verona, seppur giocando un’ottima gara, oggettivamente non poteva fare di più.

Come fare per puntare ad entrare davvero tra le big? Investire di più nel mercato e soprattutto nei salari: cose che con questa, seppur ottima, proprietà sono impossibili. Servirebbe la bravura e la capacità dei dirigenti attuali (che infatti sono ambitissimi), con la cassaforte di altre società. Nessuna polemica verso Setti, lui è stato sempre chiaro su obiettivi, budget, scelte da fare: passo secondo la gamba. E crediamo che il Verona di oggi non possa arrivare più su di così, fermo restando che siamo già ad un livello molto molto alto.

Con la sconfitta di ieri sera, è addio ai sogni di Europa, se mai ci fossero stati. Si riprende l’anno prossimo con obiettivo salvezza tranquilla e con la speranza di avere ancora al timone D’Amico e Tudor: cosa non scontata visto che l’Atalanta vorrebbe entrambi.

Il day after è ovviamente dedicato anche al problema biglietti di Verona-Milan. L’osservatorio ha concesso la vendita libera senza settorializzare lo stadio. Conseguenza? Intere zone assediate da milanisti e abbonati del Verona costretti alla fuga. Fuori dallo stadio il resto, con siti sponda rossonera che denunciano vere cacce all’uomo da parte dei veronesi nei confronti dei milanisti. Praticamente una partita gestita malissimo! Nessuno mette in dubbio che i tifosi del Milan dovessero restare a casa, anzi anche quelli del Verona l’anno dello Scudetto invasero Bergamo, o più recentemente Busto Arsizio nello spareggio con la Pro Patria. Ci sta ed è giusto che sia così. Ma i settori dello stadio andavano divisi, bisognava prevedere questa affluenza rossonera, era necessaria un’organizzazione ben più accurata. Lo avevamo previsto qualche giorno fa, tutti lo sapevano, ma si vede che l’Italia è l’unico paese al mondo dove sbagliare non serve per imparare.

Foto: instagram Hellas Verona

Damiano Conati

Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*