The day after. Ilic non è più Ilic. E quel gol di Miranchuk…

C’era una volta Ivan Ilic. L’anno scorso Ilic è stata la più bella sorpresa del campionato, tanto che Juric a più riprese lo ha definito un futuro campione. In estate il Verona ha investito 7,5 milioni di euro e lo ha portato in gialloblù per la gioia dei tifosi. Però finora Ilic ha deluso, soprattutto nell’ultimo mese: con Samp e Cagliari ha fatto male, a Venezia fuori ruolo si è dimostrato pesce fuor d’acqua, con l’Atalanta è stato probabilmente l’unico insufficiente della comitiva gialloblù. Quel che è certo è che l’infortunio alla caviglia di Udine non ha restituito al Verona il miglior Ilic, ma non può essere solo quello. Innanzitutto c’è da dire che anche l’anno scorso nel mese di dicembre si era ritrovato totalmente fuori forma, tanto che Juric lo aveva tenuto fuori per cinque partite consecutive, di cui tre senza concedergli nemmeno un minuto. Ora le considerazioni intorno a questo ragazzo 20enne sono varie: innanzitutto che Tudor non sia condizionato nel farlo giocare per forza a causa del grosso investimento fatto dalla società in estate. Poi che il ragazzo non senta il peso di questa alta valutazione di mercato e che, rispetto all’anno passato, non abbia più quel forte desiderio di mettersi in mostra per conquistare il Man City. Fatto sta che l’Ilic di oggi è un problema che va risolto al più presto.
Proprio su errore del serbo è arrivato il gol di Miranchuk. Gol che non ci voleva, sia per la partita, ma anche in ottica futura. Il russo voleva dimostrare a Gasperini di poter starci è c’è riuscito a pieni voti. Il problema (sottolineato anche da Gasp in sala stampa) è che Miranchuk gioca nello stesso ruolo di Ilicic e Malinovskyi, il che significa non toccare mai campo. Sia chiaro: il russo non ha chiesto esplicitamente di essere ceduto, ma di giocare, cosa che l’Atalanta non gli può assicurare. Però se alla prima opportunità concessagli, lui fa gol, è naturale che i nerazzurri un pensiero in più su di lui lo possono anche fare. Insomma una rete negativa per il presente e anche per il futuro.

Un’ultima considerazione sulla doppia punta Simeone-Lasagna: il tandem funziona ed è sicuramente da riproporre. Secondo tempo di Venezia da rimontare e primo tempo con l’Atalanta da giocare (alla grande contro una big) sono i due indizi che fanno la prova. E in ottica mercato probabilmente ora come ora non è l’attacco la priorità. Anche perché là davanti in più c’è “irradiddio” Simeone e si dorme tutti più tranquilli.

Foto: instagram Hellas Verona

Damiano Conati

Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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