The day after. Le rimonte subite, l’oro di Pescantina e finalmente Setti tifoso

Una settimana di fuoco. 3 punti da big, pareggi in trasferta contro due nemiche dirette: 5 punti in saccoccia, ma non solo. Il Verona di Tudor ha scoperto di esserci. Ebbene sì questo Hellas ha un’anima e finalmente sono spariti i ricordi del mago di Spalato! E per farli sparire serviva il suo compagno di merende. Pressing alto ma non esagerato, uomo su uomo ma non spregiudicato, gioco palla a terra ma all’occorrenza anche lanci lunghi. Il Verona gioca benissimo, con intelligenza e organizzazione. E poi ha un campione come Barak, un parco attaccanti di rilievo, è coperto in ogni reparto con doppi ruoli. Se si eccettuano Hongla che non si è ancora abituato al calcio italico e Rüegg e Frabotta che giocano a briscola al Don Calabria, D’Amico potrebbe aver fatto ancora una volta un capolavoro.
Cosa manca? Più organizzazione difensiva, più solidità e probabilmente anche una preparazione atletica migliore visto che nei secondi tempi la squadra cala sempre. Ma Tudor sa dove deve lavorare perché è stanco anche lui di subire rimonte.
In queste gare abbiamo scoperto poi che dal vivaio gialloblù sta esplodendo un nuovo giocatore dal futuro interessante: Nicolò Casale, prezioso jolly difensivo. Impeccabile da centrale, capace di corsa e spinta sulle fasce, in grado pure di pennellare sulla testa di Kalinic, il ragazzo di Pescantina ormai ha fatto capire chi è. Sarà lui la prossima plusvalenza per Setti?
A proposito. Finalmente il presidente tifoso! Forse ci voleva la careghetta del viperetta Ferrero per svegliare il presidente gialloblù dal torpore. Esultanza con successiva risposta agli insulti dei genoani nei suoi confronti: tutto in diretta tv. E il colorito diverbio (meglio non scrivere il chiarissimo messaggio colto dal labiale del pres) lascia ai tifosi del Verona l’immagine di un Setti che ci tiene, che tifa, che si scalda ed emoziona. Finalmente!
Ora per Tudor arriva una settimana vera di lavoro, prima di un altro scontro salvezza. Ma la si affronta con la consapevolezza che il Verona c’è e da oggi in poi sono gli avversari a dover temerlo.

Damiano Conati

Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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