Toni verrà processato per inadempienza fiscale da 1,7 milioni di euro

Luca Toni (Foto di Beretta Emiliano)

La forza di Luca Toni è sempre stata nella sua serenità. Anche in momenti delicati è riuscito a sorridere alla vita. Non deve sorprendere quindi se, di fronte alla richiesta della Chiesa tedesca di un risarcimento di 1,7 milioni, l’attaccante del Verona non perda il buon umore. “Sono venuto per parlare e trovare una soluzione”, ha detto Luca, sorridendo, all’uscita del tribunale di Monaco. In Germania, di qualsiasi religione si faccia parte, si è obbligati a pagare una tassa. Per esimersi bisogna dichiararsi atei, a patto però di rinunciare ad ogni atto religioso, come, per esempio, i sacramenti.

CREDO — Toni, però, come raccontato anche alla Gazzetta qualche settimana fa, cattolico lo è eccome: “Di Medugorje mi parlavano in tanti – ricorda – ma volevo andarci di persona e ora posso dire che sì, in quei luoghi avverti un’aria diversa, una bella atmosfera a parte il business esagerato che gli è nato intorno. Quel giorno ho sentito che la fede non mi accompagna da sempre per caso. C’è anche nei giorni belli, non solo nei momenti difficili, quelli in cui di solito ci si avvicina a Dio. Io con Dio ci parlo proprio, quando mi viene voglia. E ci parlo di tutto. Vado anche in chiesa se posso, ma non bisogna per forza andare a casa di qualcuno per farci una chiacchierata”.
IL FATTO — Eppure, per un errore commesso dai dipendenti del Bayern, Toni venne indicato nel 2007 come ateo, quindi esente dal pagare le tasse. L’anno dopo però, i bavaresi indicarono l’italiano come cattolico. Il Fisco notò l’incongruenza e inviò a Toni un sollecito di pagamento. 500mila euro all’anno (in base al suo stipendio, che in Baviera era di 6 milioni a stagione). Si tratta quindi di un debito di 1,5 milioni più 200mila euro di interessi. Toni pretende che a pagare siano i suoi vecchi commercialisti, che non gli hanno spiegato la tassa sulla religione che vige in Germania. I commercialisti dicono invece che a sbagliare è stato il Bayern Monaco. Il giudice ha proposto un compromesso: 700mila euro li avrebbe dovuti mettere Toni, 500mila i suoi commercialisti e altri 500mila il club bavarese. Le parti però non erano d’accordo. Il 15 luglio, quindi si andrà a processo. Il giudice ha chiesto a Toni se per quella data sarà ancora un giocatore del Verona. “Non so”, ha risposto Luca. Giusto così. Farebbero ancora in tempo ad inventarsi una tassa sui gol.
Fonte: gazzetta.it

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