Tudor: “Grande stagione. Rimango solo con i giusti presupposti”

Ecco le parole di mister Tudor dopo Lazio-Verona.
“Ci tenevamo a finire con una bella prestazione contro una squadra di campioni. Il 3-3 è giusto, anche se ci dispiace essere partiti in vantaggio di due gol e poi essere raggiunti e superati. Ma venire qui, contro la Lazio, e giocare così è motivo di orgoglio. Sono stato fortunato a trovare un gruppo così forte, non c’è un giocatore marcio, c’è tutta buona gente e giocatori che vogliono lavorare. È stato un anno bellissimo”.
Per questo si spiega anche l’abbraccio con D’Amico, che saluterà Verona?
“Ci vogliamo bene, abbiamo fatto del nostro e siamo contenti. Era un gesto d’affetto che ci voleva”.
Un giocatore che più di altri ha caratterizzato questa stagione?
“Posso valutare la stagione dando un 10 a tutti, dai ragazzi alla Società. Sono orgoglioso di tutti i ragazzi e del campionato che abbiamo fatto: siamo stati fantastici dalla prima all’ultima partita”.
E il suo futuro?
“Dovremo rivederci con il presidente Setti e vedere se ci sono i presupposti per continuare insieme. Non posso dire né sì, né no adesso. Me lo devo sentire io se sarà giusto continuare, così come il presidente. Queste scelte si fanno in due”.
Manca l’accordo economico?
“No, i soldi non sono un problema, sono importanti le sensazioni. Uno deve sentire dentro la voglia, non sono scelte facili: ci sono sempre pro e contro. Parleremo la settimana prossima e vedremo cosa fare”.
Dipende anche dalla squadra che il presidente Setti costruirà il prossimo anno?
“Non ho niente aggiungere rispetto a quanto già detto. Anche di questo ne parlerò col presidente”.
A Roma un Hongla straordinario e un Berardi ottimo, tra l’altro capitano…
“Hongla ha fatto una gara strepitosa contro il più forte centrocampista in Italia, ovvero Milinkovic Savic. Il premio della Serie A come miglior centrocampista è andato a Brozovic? Giusto, anche se sono ruoli diversi, ma Brozovic è più forte perché è croato. Berardi era giusto giocasse, è fondamentale nello spogliatoio. L’idea di dargli la fascia è venuta dai giocatori, questo dimostra che gruppo ho in mano”.
E Casale? È pronto per la Lazio?
“Ha velocità, fisico e tutto. Oggi aveva mal di schiena, poi l’ho messo a gara in corso perché Sutalo non stava bene. Ha margini di crescita e ricordiamoci che è il suo primo anno di Serie A. Non so dove potrà arrivare”.
È stata una stagione indimenticabile…
“È stato un grande anno. È importante per un allenatore trovarsi al momento giusto nel club giusto. In questa società ci sono poche persone ma brave, presidente e direttore. Mi hanno permesso di fare quello che volevo, hanno portato giocatori forti, con gente che lavora bene. Abbiamo fatto una bella cosa”.

Damiano Conati

Sono nato a Verona nel 1982, sono sposato e ho tre bellissimi bambini. Laureato in Scienze della comunicazione, sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005. Giá collaboratore di molte testate locali, presidente di una società di basket, ho vissuto tre anni in missione in Brasile e attualmente lavoro come operatore sociale in Caritas Verona.

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