Viviani: “Le punizioni sono la mia specialità”

Federico Viviani, centrocampista dell’Hellas Verona, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radio Bellla&Monella, radio ufficiale Hellas Verona. Ecco le sue principali dichiarazioni:

Finita la pausa, qual è il momento del Verona?

È un momento non facile purtroppo, le cose fino a questo momento non sono andate benissimo. Però siamo un grande gruppo, una grande squadra e ne vogliamo venir fuori nel migliore dei modi. Stiamo lavorando da ieri per preparare la sfida con l’Udinese e sono sicuro che faremo una grande partita.
Domenica si torna in campo con l’Udinese, che sfida sarà?

È uno scontro diretto perché anche loro non hanno iniziato la stagione nei migliore dei modi. Dal canto nostro sappiamo che giochiamo di fronte ai nostri tifosi che sono sempre l’arma in più per portare a casa il risultato. Non siamo ancora riusciti a vincere una partita, quindi ci teniamo tantissimo a fare una bella figura, soprattutto perché ci sono in palio punti veramente importanti per la corsa alla salvezza.

A questo Verona non manca il carattere, ma la vittoria. Come te lo spieghi?

Ci sono periodi nel calcio che non riesci a spiegare, non riesci a comprendere il perché vadano così. Sicuramente noi ci abbiamo messo del nostro, dobbiamo dare di più. Dare il 100% non basta, serve il 110%. In questi momenti devi gettare il cuore oltre l’ostacolo e l’abbiamo dimostrato nella partita di Bergamo contro l’Atalanta; sembrava praticamente persa, in 10 contro 11 ed alla fine abbiamo portato a casa un risultato fondamentale.

L’Udinese ha qualche punto in più, ma non è in un gran momento a sua volta. Quali sono le armi che abbiamo per battere i friulani?

Abbiamo il pubblico dalla nostra parte che ci può dar quella spinta in più. Siamo ancora ad inizio settimana, dobbiamo preparare bene la partita, dobbiamo ancora conoscere quali sono i loro punti deboli e quali di forza. Dobbiamo scendere in campo come sa fare l’Hellas e come abbiamo fatto in queste giornate dando sempre qualcosa in più. C’è la voglia da parte di tutti di andare avanti e di vincere perché…vincere aiuta a vincere!

Passiamo al Viviani giocatore: dove e come hai imparato a calciare le punizioni che stanno regalando tanti gol al Verona?

Sicuramente è un talento, è una cosa che mi porto dentro da quando sono piccolo. Una passione soprattutto, quella di fermarmi a calciare a fine allenamento con la barriera. Ho sempre guardato come calciavano sia Beckham che Mihajlovi? perché credo siano due tra i migliori calciatori di punizioni della storia del calcio moderno. In questo momento abbiamo sfruttato molto questa mia caratteristica e spero di farlo ancora nel migliore dei modi, magari dal limite dell’area. Sarebbe veramente importante per me ma anche per la squadra, si può sempre migliorare.

Ci racconti il tuo ruolo da regista?

È una grande responsabilità; essere chiamato al primo anno di Serie A a gestire il centrocampo e la squadra penso sia una grandissima sfida. Se ti danno questi compiti vuol dire che ci credono e si fidano di te. Ho sempre ringraziato tutti, dal Presidente al Direttore, sia per i soldi che hanno investito comprandomi che per la fiducia che mi hanno dato da quando sono rientrato.

Contro il Genoa, quando mi hanno messo dentro a partita iniziata, dopo che avevo fatto nemmeno una settimana di allenamento, è stata una grande iniezione di fiducia. Sono tante responsabilità che cercherò di ripagare nel migliore dei modi, ed è un motivo di orgoglio. Il Verona è una grande società con una storia importante e una grande tifoseria; quando giochiamo così in casa è sempre bello essere protagonista di fronte a così tante persone.
Cos’è scattato nella tua testa quando hai capito che era il tuo ruolo giusto?

All’inizio, i primi due mesi, ero molto titubante e restio perché non immaginavo di riuscire a giocare in quella posizione. Ero sempre stato abituato a fare la seconda punta, trequartista o esterno d’attacco, a non aver compiti difensivi. Cercavo sempre di fare gol, assist o giocare vicino la porta. Ho passato un periodo di crisi pensando che non sarei riuscito a fare bene, o che non sarei mai tornato in attacco. Poi ho capito la grande responsabilità di toccare così tanti palloni, di giocare molto di più. Devo ringraziare vivamente Stramaccioni, perché è stata una piacevole sorpresa. Il ruolo del regista ti fa crescere moltissimo. Le responsabilità inevitabilmente ti aiutano a crescere perché devi pensare a tantissime cose e quindi usare la testa Se non la usi rischi poi di fare brutte e figure ma soprattutto di metterti nelle condizioni di non dare il massimo per i tuoi compagni.

Quando si è fatto male Hallfreddson con il Genoa e tu sei dovuto entrare in campo all’improvviso quali sono state le sensazioni?

È stato una serata in cui ero molto carico. Era da parecchio tempo che non giocavo, non mi sono potuto esprimere durante il ritiro, non ho giocato nelle amichevoli. Avevo tanta voglia di scendere in campo per ripagare la fiducia che mi è stata data sin dall’inizio dell’anno. Purtroppo quella partita non andò bene, non è proprio il massimo entrare al posto di un compagno che si infortuna. Una grande emozione poter esordire con la maglia dell’Hellas ed essere a Marassi, uno stadio con tanto fascino.

Analizziamo questa strana Serie A…

È davvero una strana Serie A, la Juventus non è partita nel migliore dei modi, la Roma stenta ancora un po’ alternando buone partite ad altre meno importanti. L’Inter, che era partita benissimo, sta vivendo ora un momento di calo. La Fiorentina e il Napoli invece si sono lanciate moltissimo anche se non sono partite bene. Sarà tutto aperto sino all’ultimo, sia là davanti che soprattutto per la lotta salvezza. Il Carpi ed il Frosinone stanno attraversando un buon momento ma noi siamo pronti, siamo sul piede di guerra per portarci a casa la salvezza. Le abbiamo incontrate praticamente quasi tutte, quelle più forti…ci mancano solo la Fiorentina, la Juventus e il Napoli. In queste sette giornate ne abbiamo viste di tutti i colori, ora il calendario sarà più clemente. Speriamo di arrivare presto agli scontri diretti.

Argomento Nazionale: come hai visto questa Italia alle qualificazioni?

Ho visto solo il secondo tempo della partita di ieri, e secondo me hanno fatto un’ottima lavoro, schiacciando la Norvegia nella loro metà campo, impedendo loro di risalire. Conte sta facendo un buonissimo lavoro, come aveva dimostrato quando era alla Juventus portandola a vincere tanti titoli. È l’allenatore giusto per la Nazionale e dobbiamo continuare su questa strada.

Che rapporto hai costruito con Mandorlini e con i compagni?

Un buonissimo rapporto con tutti, sono entrato in un fantastico gruppo composto sia da ragazzi giovani che da quelli più esperti. Si sono messi subito tutti disposizione per aiutarci a capire quello che vuole il mister, come funziona il tutto. Possiamo toglierci tante soddisfazioni, sono molto fiducioso di venirne fuori perché c’è un gran gruppo, tanti ragazzi pronti ad allenarsi. I più vecchi potrebbero benissimo farsi i fatti loro senza aiutarti, invece Toni, Marquez, Moras… si sono messi subito a disposizione.

Le tue passioni fuori dal calcio?

Quando posso mi butto davanti alla televisione e gioco alla Playstation; preferisco evitare giochi di calcio visto che sto tutto il giorno con il pallone tra i piedi. Ho tante passioni, soprattutto l’NBA e i giochi d’azione. Tornei di squadra? Per adesso non ancora, però ci stiamo lavorando. Vi faremo sapere i risultati (ride, ndr).
#askViviani
Cosa ti sembra del modulo del mister ? Non è troppo dispendioso di energie per i giocatori che abbiamo?
Il calcio è di per sé dispendio di energie, vedo che anche le grandi squadre hanno gli attaccanti che rientrano dietro la linea della palla. Se vuoi fare qualcosa nel calcio d’oggi devi correre veramente tanto. Secondo me è un segreto vincente.
Perché il Verona non rischia anche il tiro da fuori area?
Dobbiamo cercare di avere più coraggio nel tirare da fuori area; dobbiamo essere più convinti e cattivi anche perché abbiamo degli ottimi tiratori in squadra. Penso ad Hallfredsson, Greco, Sala…

Serve più coraggio!
Anche se sei molto giovane sei già un ottimo regista e molto bravo a battere le punizioni…chi è il tuo mito?
Ho cercato sempre di rubare con gli occhi un po’ da tutti i giocatori, anche se poi è giusto fare la propria strada e crescere personalmente. Ho avuto la fortuna di allenarmi e di conoscere Daniele de Rossi non solo come giocatore ma anche come persona.

Mi sono trovato benissimo, è un grandissimo campione che mi ha dato molti consigli.
Che emozioni ti dà il pubblico di Verona, Soprattutto quando giocate in casa?
Sono sincero, anche nel derby la nostra curva era totalmente piena. Con il Torino ho avuto la possibilità di giocare in casa di fronte al nostro pubblico ed è un qualcosa di incredibile non riuscire nemmeno a comunicare con i compagni in campo poiché c’è troppo rumore. Emozione unica e particolare, ci sono poche tifoserie come la nostra in Italia e questo è un elemento che ci deve spronare a dare il massimo. Ora aspetto la Roma al ritorno; se ce la giochiamo come abbiamo fatto all’inizio anche se saremo fuori casa dobbiamo avere lo spirito giusto. Nel frattempo però dobbiamo pensare di partita in partita.
Lo sai che quando c’è un calcio di punizione dalla trequarti noi tifosi sappiamo che tu hai nei piedi il telecomando? Ma soprattutto che quasi tutti i goal totali dell’Hellas sono partiti dal tuo piede su calci piazzati?
Fino ad adesso sono andati bene, troveremo delle squadre che ci hanno studiato e quindi si comporteranno di conseguenza.
Come state vivendo questo momento difficile? Ci sono malumori?
Assolutamente no, noi lavoriamo ogni giorno nel migliore dei modi. Nonostante i pochi punti in classifica non è mai successo niente nello spogliatoio. Ci siamo sempre compattati.
Quanto ti manca per raggiungere la migliore condizione?
Ancora un pochino, nel frattempo ho messo minuti nelle gambe e questo per me è un aspetto fondamentale. Ho saltato la preparazione durante l’estate però ce la sto mettendo tutta. Ho tanta voglia di giocare e voglio ripagare la fiducia che mi è stata data!

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