Viviani: “Ruolo regista ma appena vedo la porta tiro”

Le dichiarazioni del centrocampista gialloblù, Federico Viviani, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione.
ORGOGLIOSO DI ESSERE AL VERONA

«Il mio momento? Ho avuto un problema che mi porto dietro dall’Europeo Under 21, ho fatto pochi giorni di vacanza perché volevo essere in gruppo da subito e partire in ritiro. Finora, ho fatto solo lavoro atletico e poi mi sono fermato perché ho ancora fastidio. Sto lavorando con lo staff medico, ogni giorno va sempre meglio ma finché il dolore non scompare del tutto non ci sembra il caso di rischiare, soprattutto ad inizio stagione. Il mio arrivo al Verona? Inizio una grandissima avventura. Per me è un orgoglio che una società come il Verona spenda tanti soldi per un ragazzo che lo scorso anno ha giocato in Serie B. Sono venuto con tanta voglia di fare e di mettermi a disposizione del mister e dei compagni per cercare di portare avanti la stagione nel migliore dei modi. Un commento sulla trattativa? È stata una notte difficile. Da parte mia avevo già scelto il Verona. Sapevo che qualcuno sarebbe rimasto male. Io volevo Verona e nonostante le pressioni ho preso la mia scelta. Credevo nel Verona e nel suo progetto, visto anche il mercato che stava facendo l’Hellas. Qui mi trovo bene e punto a recuperare il prima possibile».

 

LE MIE CARATTERISTICHE

«Il mio modo di giocare? Stramaccioni è stato il primo a mettermi davanti alla difesa, prima facevo la seconda punta o l’esterno, ero un giocatore offensivo. Le mie caratteristiche? Quando ho l’occasione tiro. Però non disdegno nemmeno il lavoro sporco. Sono a disposizione dei compagni. Il modulo? Deciderà il mister. Però quando vedi due attaccanti che hanno segnato più di 400 gol in due sei più sereno. E’ un onore condividere il campo e lo spogliatoio con Toni e Pazzini. Il Presidente Setti dice che sono un tipo ‘cazzuto’? Se lo dice lui ne sono felice (ride, ndr). Spero di ripagare la fiducia. La mia prima impressione su Mandorlini? E’ una persona focosa che si fa prendere dal campo. Ha fatto tanto bene e sicuramente imparerò molto da lui».
COI TIFOSI AMORE A PRIMA VISTA

«Il primo contatto con i tifosi? È stato bellissimo alla presentazione. Uscire in quella bolgia è stato fantastico, voglio ripagarli il prima possibile. Quando hai una curva come quella del Verona non puoi non fare qualcosa in più».
TRA PASSATO E FUTURO

«La mia esperienza alla Roma? Non ho visto Falcao e Giannini e mi dispiace. Ho avuto la fortuna di avere a che fare con Daniele De Rossi, lui è stato la mia chioccia, mi ha dato tanti consigli e mi ha aiutato tantissimo a crescere, ho esordito giocando con lui. Penso che sia un motivo d’orgoglio per un giovane come me che per la prima volta si affacciava ad un palcoscenico così importante. È stato un’esperienza unica conoscerlo, spero di seguire le sue orme. A 32 anni è ancora un grande. Conosco bene anche Leandro Greco, con lui ho passato un anno in prima squadra. È bravo sia come ragazzo che come calciatore. Siamo forti, il mister ha diverse soluzioni, penso che possiamo toglierci delle soddisfazioni. Dalla mia esperienza in giallorosso ho capito che per arrivare devi lavorare sempre tanto. A Roma tutti ti coccolano quando sei giovane. Ma quando poi vai nel calcio di grandi devi crescere in fretta. Il mio obiettivo era la Serie A, meglio con la Roma. Però devo pensare alla mia carriera e sono felice di essere a Verona. Un commento su Luis Enrique? Non ho dettagli da raccontare. Però già dai primi giorni mi ha seguito molto Della Penna. Anche il mister mi ha aiutato molto, spiegandomi i movimenti da fare con il corpo. Non posso che parlarne bene mi ha fatto esordire con la Juve da titolare a 19 anni. Io in cerca di rivincite morali? No, voglio solo migliorare. Non sarà facile perché è il primo anno in Serie A. Però so che posso aiutare la squadra. Quindi nessun rammarico, guardo solo avanti. E avanti c’è il Verona».

Fonte: hellasverona.it

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